YAMATT – SONO USCITO DALLA GIUNGLA

Matteo Galvani, in arte Yamatt, capelli rossi, faccia da bravo ragazzo e svariati talenti. Dalla musica al cinema, dopo Amici, è pronto a far ascoltare i suoi nuovi brani, in attesa del prossimo album.

Da assistente alla regia per videoclip musicali di artisti come Jovanotti, Salmo, Maneskin, Marco Mengoni ad Amici di Maria de Filippi, Matteo Galvani, in arte Yamatt, è il “ normale ragazzo Milanese “ pieno di energie e di passioni.
Dopo un percorso da attore, nel 2016 recitando insieme ai Mad&Bros (gruppo musicale, nato nel 2015, di cui Matteo Galvani ne era frontman) nel film Disney “Come diventare grandi nonostante i genitori “, Yamatt decide di concentrarsi sulla sua carriera da cantante solista, producendo i suoi pezzi e realizzandone anche i videoclip. Tenta la strada dei talent show, affronta tutta la selezione casting di Amici di Maria de Filippi, non riuscendo però ad ottenere il banco, dopo una sfida ad eliminazione.

Il suo singolo “Leone” reso virale tra i concorrenti del programma televisivo e tra il giovane pubblico, diventa subito oggetto di challenge online. Da semplice ragazzo milanese a giovane teen-idol, Matteo non perde la voglia di mostrare al pubblico la sua capacità di unire più arti insieme, creando un prodotto diverso dal classico brano musicale o dal videoclip senza una trama, un vero e proprio artista delle arti visive, alla portata di tutti.

(Wearing: Denim Jeans, Levi’s; Camicia, Waxman)

Come è nata la passione per la musica e per l’arte cinematografica?

Ho iniziato da piccolo rocker, amavo la musica Rock ed intanto iniziavo a scrivere i miei primi testi in rima.
Quando ho iniziato a suonare la chitarra sono riuscito ad inserire le mie parole sui primi accordi, crescendo ho imparato ad utilizzare il computer per registrare la mia voce e a produrre la mia musica e mi sono subito innamorato della programmazione Midi. Ho iniziato da adolescente ad ascoltare la musica in modo molto diverso, focalizzandomi sugli strumenti e sulla melodia, facendo un ascolto critico, ho capito come volevo che fossero le mie produzioni. Sono cresciuto guardando molti film, la mia passione cinematografica nasce con Fight Club, non per il lato estetico ma per il modo di esprimere un concetto ed una storia come solo Quentin Tarantino è in grado di fare, così nasce la mia esigenza di comunicare attraverso non solo melodia e parole ma anche attraverso delle immagini, ben definite, credo che il cinema sia l’arte in grado di racchiudere tutte le mie passioni.

Ti definisci un cantante, un videomaker o un attore?

Mi definisco solo Yamatt, come potrebbe dire un rocker, escluso da ogni paletto sociale

Preferisci trovarti dietro o avanti la camera?

Ogni ruolo ha i suoi vantaggi ma per me è molto diverso, vorrei essere in entrambi i posti nello stesso momento. In ogni caso ho bisogno che ci sia dietro la camera qualcuno di cui mi fido e molte volte vorrei essere io, ma purtroppo non sempre è possibile. Nonostante ciò preferisco passare molto tempo davanti alla camera.

Ti definisci “un normale ragazzo milanese“, come credi che la “normalità” possa essere espressa artisticamente e soprattutto possa essere apprezzata del pubblico?

Per come viene raccontata sembra che ogni storia che un’artista scriva sia fuori dal normale, in realtà se la si analizza bene, ognuno ha potuto vivere, magari in maniera diversa quella situazione o quello stato d’animo. Il mio pubblico cerca di immedesimarsi nei mie testi, rendendoli la colonna sonora della loro normalissima giornata.

Quale è la tua più grande fonte di ispirazione?

Penso che BirdMan (film diretto da Alejandro González Iñárritu nel 2014) sia la mia più grande fonte di ispirazione, l’arte concettuale per eccellenza, come la mia voglia di unificare più arti visive in un unico prodotto, mostrando tutta la mia parte creativa al pubblico e non solo il prodotto finito che tutti siamo abituati a vedere.

(Wearing: T-shirt, Plus que ma vie; Anelli, BidDaddy)

Tra i vari talent show della televisione italiana, perché proprio Amici di Maria De Filippi?

Credo che Amici di Maria De Filippi ti lasci molto libero, specialmente a livello discografico, la scuola ti permette, oltre ad imparare nuove tecniche e perfezionare il cantato, di mostrare ciò che sei, in ogni tua sfaccettatura e non parlo solo del personaggio da palco scenico.

Ripercorreresti la strada dei talent show o sei più indirizzato su una carriera lontana dal piccolo schermo?

Attualmente sono molto concentrato sulla mia produzione discografica e sulla crescita personale, in ogni caso penso che se dovessero richiamarmi non esiterei a tornare ad Amici, ma per ora non vedo nel mio futuro altri talent show.

Sicuramente Amici ti ha esposto molto mediaticamente, è cambiata la tua vita ora?

Ho sicuramente un rapporto più morboso con il telefono, per il resto, credo mi abbia dato una grande opportunità per crescere e migliorarmi, ma sono rimasto il “normale ragazzo milanese”.

Torneresti a fare l’assistente regia o sei più propenso a continuare ad intraprendere la carriera da rapper?

Per il momento sono ancora interessato al mondo cinematografico, è una mia passione e voglio che rimanga tale, la musica invece è la mia strada, non è detto però questi due mondi non possano combaciare un giorno.

Il tuo singolo “Leone” è subito diventato virale, come mai questo titolo? Chi è il “leone”?

Il leone sei tu. La scelta del leone come animale rappresentativo della mia vita, nasce dal mio segno zodiacale e poi perché da bambino amavo questo animale, il vero re della savana, per me rappresenta la conquista del proprio mondo, essere protagonisti della propria vita.

(Wearing: Total outfit, Plus que ma vie)

Quale è il messaggio che hai intenzione di trasmettere al tuo pubblico?

Che siamo tutti uguali nell’essere tutti diversi e che abbiamo tutti la libertà di fare ciò che vogliamo, senza porsi vincoli esterni, basata capire quello che ci piace e quanto bisogna impegnarsi per poterlo fare a tempo pieno, è inutile essere illusi o disillusi bisogna essere obiettivi. Voglio raccontare, proprio come Vasco, le mie storie ed aiutare gli altri ad immedesimarsi per superare i problemi, sono anche io giovane e devo crescere anche io.

Che rapporto hai con i tuoi fan? (ed hanno un nome?)

Io cerco di essere presente il più possibile, cosciente del fatto che se smetti di rispondere sei etichettato a vita come “ stronzo”, cerco di coinvolgere chi mi segue su ciò che sto facendo e sui miei progetti, loro si definiscono le mie “Yamattine“, è una storia abbastanza divertente in quanto una mia fan tempo fa mi chiese se avessi pensato ad un nome per la loro piccola community ed io risposi “ Il sole sorge tutte le Yamattine”, mi hanno preso alla lettera.

Quanto conta Milano per la tua musica?

Milano è la vera savana, credo che mi abbia spronato a dare il meglio di me, è difficile far arrivare la tua musica ad un pubblico così vasto come quello della città di Milano ma credo che se ci riesci lì puoi farcela ovunque.

C’è qualcuno/a che ti è stato vicino durante il tuo percorso?

Di sicuro Alessandro e Gianluca dei Med&Bros, il mio primo gruppo musicale che ha sempre sostenuto le mie scelte e poi mia madre che ha sempre creduto nelle mie potenzialità.

(Wearing: Total outfit, Plus que ma vie)

Ogni tuo videoclip è un vero e proprio cortometraggio,
cosa c’è dietro la realizzazione?

Ogni volta che scrivo il testo della canzone e poi la melodia immagino già cosa possa ricreare dal video,voglio esprimere al meglio ogni sfaccettatura della mia idea creativa, molte volte il rischio che corro è che il video superi la canzone, che sia fin troppo, ma è un rischio che voglio correre. Mi ispiro molto ai video esteri ed ai film, infatti sono solito inserire tanti riferimenti nei miei videoclip.

Hai in serbo altri brani o un album a breve?

Ho alcuni singoli da far uscire a breve e poi voglio finire di preparare il mio album.

Cosa ti aspetti per il futuro?

Il futuro è di sicuro un’enorme incognita, mi aspetto di crescere come artista, di arrivare al pubblico, e magari far conoscere a più gente possibile la mia idea.

Francesco Vavallo

Niccolò Cacace